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OBAMA FOR PRESIDENT
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Ciò di cui l'Italia avrebbe un gran bisogno...
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di albertoagazzani
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scritto oggi, 09:53
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obama barack
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Parlo con te
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 Lapio | |
PARLO CON TE (Giorgia)
ti ho raccontato storie che ancora mi somigliano nell'universo nero si disperdono sono diversa sono nuova ma le note ancora mi appartengono parlo con te parlo con te e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire se non riesco a parlarti e non so più toccarti mi sento morire parlo con te parlo con te ti ho raccontato delle strade che ti portano fino alla luna e i tuoi pensieri adesso si dissolvono ti ho raccontato delle lettere di te che non bastavi mai cantavo di te cantavo di me e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire se non riesco a parlarti e non so più toccarti mi sento morire morire come fosse l'ultima speranza di trovare una bellezza ancora intatta ancora intatta ti ho raccontato storie che mi confondono i tuoi pensieri adesso mi nascondono vorrei che tu volessi ancora le parole mie che cambiano parlo con te parlo con te e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire se non riesco a parlarti e non so più toccarti mi sento morire spiegami questa distanza spiegami tu l'indifferenza ora non so più mentire ho trovato il coraggio di dire mi sento morire morire come fosse l'ultima speranza di trovare una bellezza ancora intatta
Giorgia
...vorrei che tu volessi ancora le parole mie che cambiano parlo con te parlo con te e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire se non riesco a parlarti e non so più toccarti mi sento morire spiegami questa distanza spiegami tu l'indifferenza ora non so più mentire ho trovato il coraggio di dire mi sento morire...
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di Raffaella
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24 luglio (idem)
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CASO = CAOS
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di daniele podda
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Collettiva Acqua Terra Fuoco/Elementi vesuviani alle Terme di Stabia dal 3 agosto
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Collettiva
“Acqua Terra Fuoco” / “Elementi Vesuviani”
Progetto di Neotto
A cura e con presentazione critica di GianniNappa
AssociazioneCulturale Merliani 137
Terme di Stabia/Salone delle esposizioni
03/08/2008 – 27/08/2008
Inaugurazione 03/08/2008 ore 18,00
Con il contributo delle Terme di Stabia S.p.a.
Comune di Castellammare/ Assessorato allepolitiche giovanili
Sponsor: Dimora servizi immobiliari/Boscoreale(Na)
Una
collettiva diartisti che vuole interpretare l’indissolubile rapporto
tra l’uomo e la natura,la forza di una terra vulcanica che genera altra
vita.
Terra,
acqua e fuoco,elementi che dal Vesuvio rinascono in un continuo ciclo
naturale che da unaparte si impone come magma e fuoco che tutto
calpesta e copre ridando nuovovolto ai luoghi e l’acqua che dallo
stesso Vesuvio viene offerta per lenire leumane sofferenze rendendole
termali, utili e rilassanti.
Dodici
artisti conlinguaggi ed esperienze diverse, proporranno un percorso che
dalla pittura allascultura indaga in forma creativa gli aspetti
naturalistici più coinvolgenti edirompenti della nostra terra, e che
nel Vesuvio e l’acqua si fondono con laterra in una genesi primordiale
che sprigiona un immenso fascino da millenni.
La
collettiva sicompone di opere selezionate da Gianni Nappa, con la
partecipazione di 12 artistidell’area vesuviana e napoletana con
diverse espressioni ed esperienze, ungiusto mix di artisti già
affermati e giovani di sicuro avvenire.
Le
terme diCastellammare, luogo che dall’antichità si offre come rifugio
per ritemprare erigenerare, dove l’acqua è l’elemento principe e dove
proprio l’aspettonaturalistico delle opere che spazieranno dalle
sculture in pietra vesuviana diBigal all’installazione della sirena di
Francesco Saverio Biondi, ai cretti dimagma di Leonardo Amendola ai
vulcani e vesuvi di Neotto e Barbara YulakRoos; le
colate di cera di IlariaParente, l’acqua di Mario Stoccuto che fonde
piani ed elementi nei suoi dipintio le incantate visioni di Ena Villani
; una catarsi che troverà nelle opere diBernardo Gentile l’espressione
della rigenerazione degli elementi attraversol’informale, così come il
magma ribollente sotto la crosta aspetta di fondersicon acqua, terra e
aria per dare corpo all’opera del gruppo Janamè che con
tecnica di ultima creazione elabora unmix tra ceramica e digitale;
senza tralasciare l’armonia degli elementiinterpretati da Remo
Romagnuolo, e la forza cromatica di Rino Sessa cheinterpreta gli
elementi in chiave neofuturista.
Artisti :
Leonardo
Amendola, Francesco Saverio Biondi,Bigal, Bernardo Gentile, Janame’,
Neotto, Ilaria Parente, Remo Romagnuolo,Barbara Yulak Roos, Rino Sessa,
Mario Stoccuto, Ena Villani.
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di Gianni nappa
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ELUANA & CELENTANO - DA IL CORRIERE DELLA SERA DEL 16 LUGLIO 2008!!!!
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 adriano celentano ha recentemente preso posizione a favore della sopravvivenza della Englaro. sotto il testo autografo uscito sul corriere. | |
Celentano: «Tante bottiglie d'acqua per far crescere in noi un dubbio»
«E se, contrariamente all'apparenza, Eluana fosse in uno stato di serenità?
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Caro Direttore, certo non è difficile immaginare il grande disagio del padre di Eluana e il dolore che, giorno dopo giorno, ha potuto devastare il suo cuore nel vedere una figlia in quello stato. Dopo sette anni di dure battaglie per liberarla dalla morte, rassegnato all'impotenza, soprattutto da parte della scienza, la disperazione lo porta a iniziare una nuova battaglia, ma stavolta non contro la morte. Contro la vita. Quella vita che senza alcuna pietà tiene imprigionata la sua amata Eluana da 16 anni. Quella vita che non vuole cessare, ma che poco per volta fa morire di dolore chi gli sta intorno. Ed è proprio questo dolore così grande, troppo grande, che spinge il padre di Eluana a combattere perché qualcuno lo aiuti a liberare la figlia. Quella figlia che in un lontano giorno gli strappò una promessa: quella di interrompere ogni trattamento di sostegno, nel caso si fosse trovata nella situazione in cui, purtroppo ancora oggi, giace dopo 16 anni.
Una battaglia quella di Beppino Englaro che racchiude una contraddizione spaventosa, ma al tempo stesso, forse, il più grande gesto d'amore che un padre possa fare per una figlia. è chiaro che, per quanto mi riguarda, essendo un credente, nel senso che do per scontato che il nostro, qui sulla terra, nel bene e nel male, non sia che un misero microscopico passaggio in confronto a quella che sarà la vera Vita! Quella vita che Dio ci ha preservato nell'eterna Bellezza. E se poi penso alle parole di Gesù quando disse che «l'uomo non è padrone neanche di uno solo dei capelli che porta in testa», non posso che essere d'accordo con chi la difende, la vita.
Ammiro quindi Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d'animo, signor Englaro, che le bottiglie d'acqua in piazza del Duomo aumentino. (Il video) Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un'altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti ma solo gioco e Amore. Quell'amore che la sua amata figlia non ha fatto in tempo a conoscere. E qui, solo per un attimo, vorrei mettermi nei panni di chi non crede ed è amareggiato per la triste sorte di una figlia. Così mi chiedo se qualche volta, specie in casi come questi, a uno che non crede possa venire il dubbio, che magari potrebbe esserci davvero un qualcosa che va oltre l'aridità di questo attimo fuggente trascorso sulla terra. E allora, come padre, mi domando: forse Eluana vuol dirmi di non prendere in considerazione ciò che mi chiese in un momento di spensierata giovinezza?... Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?... E se, contrariamente all'apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste? O forse, chissà, di un ritorno a questa, di vita?... E poi ancora, la cosa che più di tutti mi domanderei: e se fossi proprio io a rattristare il suo animo, per il gesto che suo padre sta per compiere?... Certo mi rendo conto che è facile parlare per chi è al di fuori della tragedia, e io mi scuso per questo, signor Englaro. Ma la mia vuole essere in qualche modo una parola di aiuto, per chi si trovasse nella sua situazione. A volte i miracoli succedono proprio quando meno te l'aspetti. Forse Eluana ha bisogno della conversione di suo padre per far sì che la sua dipartita da questo mondo avvenga in modo spontaneo e senza alcuna interruzione. O addirittura che si svegli. Si dice che la fede è un dono. Perché solo attraverso la fede succedono le cose più grandiose, e io dirò una preghiera per lei.
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di luca francesconi
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Anima Fragile
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 fisciano (sa) | |
Anima Fragile
E tu chissà dove sei anima fragile che mi ascoltavi immobile ma senza ridere. E ora tu chissà chissà dove sei avrai trovato amore o come me, cerchi soltanto d'avventure perché non vuoi più piangere! E la vita continua anche senza di noi che siamo lontano ormai da tutte quelle situazioni che ci univano da tutte quelle piccole emozioni che bastavano da tutte quelle situazioni che non tornano mai! Perché col tempo cambia tutto lo sai cambiamo anche noi e cambiamo anche noi e cambiamo anche noi! e cambiamo anche noi!
Vasco Rossi
sono la donna che ha fermato il tempo
sono la donna che ha scandito le ore
solo attraverso le dita.
sono la donna che sta morendo
Raffaella
Soffrire da soli, mangiare la pelle e toccare le ossa, suicidio mentale che appagherà mai un suicidio fisico? La vita è strana, ti fanno male, un pò alla volta, la voglia di fuggire rimane l'ennesima utopia per chi vive nel mondo delle idee. Il mondo non si cambia, ma il piccolo mondo si potrebbe sempre cambiarlo, se solo si avesse il coraggio di farlo.Sono in preda ad un esaurimento nervoso, ho paura.
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di Raffaella
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scritto 22/07/2008 21:06:32
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anima fragile
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Giulio Durini
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Il tema della nostalgia in arte è
stato uno dei principali motori che, dagli anni ’80, ha caratterizzato la
rinascita della pittura iconica. Il fenomeno non è nuovo ed ha anzi
accompagnato la pittura (e la scultura) in ogni epoca, quasi fosse necessario,
imprescindibile e vitale il ricercare e ritrovare dei modelli e delle vie da
seguire nel passato. Si è creata così una continuità con la tradizione che è
sostanzialmente rimasta tale fino all’alba del Novecento, quando l’irrompere
dell’Impressionismo e delle successive avanguardie storiche ha reso
sottilissimo quel fil rouge (a dire il vero piuttosto
irrigidito al tempo) che per secoli ha rappresentato la tradizione del nuovo in
arte. Il rapporto tra tradizione e innovazione è certamente più complesso nella
sua globale evoluzione storica e politica, ma è certo che gli anni ’80 in
Italia, con l’esperienza dei cosiddetti “pittori anacronisti”, hanno segnato un
momeno di forte rottura con la tendenza avanguardista imperante, rilanciando il
sentimento della nostalgia ed anzi elevandolo a valore primario. Nostalgia per
il passato, per la grande tradizione delle epoche auree della pittura ha
soprattutto significato un recupero del rapporto tra creatività e creazione,
che nel ritrovato “manufatto” artistico condensa concetto e progetto. La
Bellezza ritorna ad essere un valore primario e le antiche tecniche pittoriche,
al tempo pressochè dimenticate, una necessità. Oggi a distanza di quasi
trent’anni la situazione è radicalmente mutata. Nella nostra contemporaneità il
dipingere “come se si fosse nel Seicento” non ha più alcun senso e rappresenta
la manifestazione manierata e sterile, ormai vecchia e polverosa, di necessità
consegnate al passato. La pittura iconica oggi, trent’anni dopo l’Anacronismo,
è una realtà assodata, quasi, purtroppo, una moda, ed a fronte di una
situazione inedita occorrono soluzioni nuove e coraggiose. Il segnale più
drammatico di questo nuovo fenomeno sta nell’ondata di conformismo che ha
invaso la scena figurativa italiana ed internazionale; un morbo che ha
contagiato soprattutto (ma non solo) le ultime generazioni, chiuse in
manierismi tanto compiaciuti quanto ormai insensati e stavolta davvero
anacriniostici, che rendono la scena artistica invasa, nel migliore dei casi,
da finti Freud, da finti Nerdrum, da finti Currin, Close e Katz, quando non,
ancora ed ad nauseam, dagli
altrettanto sterili imitatori degli “antichi”, da Mantegna e Cotan ai
Preraffaelliti. Una tendenza al plagio che alla cattiva fede dell’artista
associa l’ignoranza dell’osservatore, incapace di saper distinguere la
citazione dal plagio. Vincere la nostalgia e trasformarla in un nuovo sentire e
vedere la realtà è uno degli aspetti più intriganti e prepotenti della superba
pittura di Giulio Durini,
cui la Galleria First
di Roma dedica, fino al 14 settembre, una eccezionale quanto coraggiosa mostra.
Durini vive e lavora nell’isolamento aristocratico della sua natura e della sua
storia. Incurante della moda e dei modi del suo tempo, nel quale vive calato
con la lucida consapevolezza di un giovane dalla cultura internazionale, Durini
si è concentrato sulle ansie e sulle nevrosi della sua (e nostra) epoca,
creando una pittura senza tempo, antica nella forma, ma carica al limite
dell’eccesso di un sentimento e di emozioni quanto mai contemporanee, che
nell’eterna rappresentazione del corpo trovano la loro espressione più
compiuta. In nessuna epoca quanto la nostra, infatti, l’immagine del corpo ha
rappresentato un’autentica ossessione. La quantità di immagini di corpi che
affollano la nostra quotidianità ne è la prova più evidente. Eppure nessuna
delle forme che vediamo erette a modello della perfezione contemporanea ha
sembianze reali. Le moderne tecniche di elaborazione digitale delle immagini
(Photoshop) e la diffusione della chirurgia estetica hanno reso possibile ciò
che in passato non lo era. Solo la pittura, linguaggio astratto ed astrattivo
per eccellenza, era in grado di rappresentare l’invisibile o l’impossibile.
Oggi l’antica lezione della pittura si è trasformata in dogma della
contemporaneità, trasformando le immagini della nostra cultura in realtà
quotidiana. Durini rappresenta l’ossessione odierna verso il corpo in tele
nelle quali la citazione nostalgica all’antico è evidente, ma filtrata,
arricchita e vivificata da nuovi sentimenti e turbamenti, rinchiusi in corpi
statuari tanto sensuali quanto impossibili, in espressioni e volti che
tradiscono umanità rassegnate alla fierezza della propria inquieta ossessione.
Il corpo dipinto da Durini esce dal recinto del ritratto assumendo una valenza
universale in grado di fissare sulla tela e restituire con forza e vigore
l’espressione, culturale e sensuale, di un’intera epoca. Un grande pittore,
dunque, che antepone l’espressività al manierismo, rendendo così la sua pittura
viva e vibrante, modernissima non ostante il forte legame con un’idea classica
di Bellezza, scandalosa e provocatoria più per le nude verità che cela e rivela
che per le nudità manifeste; verità davanti alle quali il velo dell’ipocrisia,
spesso, si fa sipario.
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di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:41:09
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giulio durini
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Roberto Ferri
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Uno dei più travolgenti talenti della giovane scena artistica italiana
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di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:38:13
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roberto ferri
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Gonzalo Orquin
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Con buona pace della "nuova" figurazione e di chi crede che i grandi pittori non esistano più...
|
di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:36:00
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gonzalo orquin
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Giovanni Gasparro
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Giovanni Gasparro, giovanissimo pittore pugliese, celebra l'amico Carlo Guarienti, maestro del Novecento da non dimenticare
|
di albertoagazzani
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scritto 22/07/2008 19:33:42
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giovanni gasparro carlo guarienti
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